Sciopero universitari ospedalieri, 300 in piazza

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Bari | contro il lodo

Sciopero universitari
ospedalieri, 300 in piazza

Poliseno: «Diminuzione di un terzo degli emolumenti»

Redazione Online

BARI | Quasi trecento lavoratori dell’Università ieri in piazza contro i tagli allo stipendio.

«Siamo consapevoli che, con il lodo, l'Università ha voluto procedere a un necessario chiarimento delle partite contabili con l'Azienda Ospedaliera Policlinico», spiega Michele Poliseno, segretario della UIL Ricerca, Univeristà, Afam di Bari, «ma se da un lato può essere apprezzata la prudenza relativa alla buona gestione della cosa pubblica, dall'altro non si può incidere così pesantemente sui diritti pregressi dei lavoratori. Ecco perché ribadiamo la necessità di aprire un tavolo tecnico di contrattazione con le organizzazioni sindacali al fine di concordare le posizioni dei lavoratori interessati».

LODO IN VIGORE DAL 20 OTTOBRE | Lo sciopero unitario ha coinvolto 290 lavoratori universitari in convenzione con l'Azienda ospedaliera Policlinico. «Le risultanze del lodo sulle pendenze in merito ai trattamenti economici spettanti al personale tecnico amministrativo conferito in convenzione» continua Poliseno «significheranno il mancato riconoscimento del trattamento precedentemente goduto da parte dei lavoratori, il che si tradurrà in una diminuzione di quasi un terzo degli emolumenti, in media circa 180 euro mensili per le categoria C e 780 euro per la categoria D. Il 20 ottobre rappresenta il termine ultimo entro il quale si darà attuazione al lodo e certo non si può rimanere inermi a subire l’ennesima ingiustizia nei confronti dei lavoratori, peraltro perpetrata in un momento estremamente delicato, dal punto di vista economico e sociale, per il Paese e per la regione, in cui non si avverte certo la necessità di colpire ulteriormente il già di per sé bistrattato reddito di tante famiglie pugliesi. Occorre trovare una soluzione equa attraverso un serio e puntuale, ma a questo punto quanto mai celere, processo concertativo. La revisione della spesa e l’eliminazione degli sprechi dell’amministrazione pubblica non possono essere voci costantemente a carico dei lavoratori».

Mercoledì 17 ottobre 2012

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